La mia foto

Altri Account

del.icio.us Digg Facebook Flickr Last.fm MSN Messenger Skype Technorati Twitter YouTube

Radio

Disclaimer

  • I post su questo weblog esprimono opinioni personali del suo autore. Se sottoponete commenti, essi saranno da considerarsi rivolti solo ed esclusivamente all'autore stesso. Nel caso in cui i commenti non saranno pertinenti con l'argomento del post, o violino le regole del vivere civile ("de jure" o "de facto") saranno immediatamente rimossi ad insindacabile giudizio dell'autore. Le immagini, i filmati e le citazioni possono essere tratti da Internet: qualora violassero eventuali diritti di autore, siete pregati di segnalarlo immediatamente all'indirizzo di posta elettronica o al numero di telefono indicati nella pagina "per contattarmi" del weblog.
Blog powered by TypePad

domenica 18 maggio 2008

NGN ≠ the Internet, and never will

Riporto così, senza molti commenti questo post di Brough Turner. Una specie di promemoria, su cosa è veramente Internet. Ed ha funzionato perché è così, tanto diversa da come vorrebbero che fosse.

I see and hear a lot of confusion about next generation networks (NGN). In most cases people are using the term roughly as the ITU-T defines it:
A Next Generation Network (NGN) is a packet-based network able to provide services including Telecommunication Services and able to make use of multiple broadband, QoS-enabled transport technologies and in which service-related functions are independent from underlying transport-related technologies.
but many people don't realize how little this has to do with the Internet.
The Internet is a "network of networks" that includes millions of smaller domestic, academic, business, and government networks interconnected using IP. It is a hierarchy because there is a backbone of ~28,000 autonomous systems (ASs)
which exchange IP packets using routes established by Border Gateway Protocol (BGP). [From NGN ≠ the Internet, and never will]

martedì 13 maggio 2008

Per sentirsi "grandi" non serve fumare...

Solo una dipendenza ne sostituisce un'altra!

Youth smoking falls with rising mobile phone ownership
Now that's a wacky statistic, but it's the fifth "key fact" from the MobileYouth survey posted by Graham Brown at mobileyouth.org.
This is a global study that includes other interesting facts like:
  • 1.1 billion youths own a mobile phone
  • 10% of youths' disposable income goes to mobile products and services
  • Youth spending on mobile will reach $300B by 2010
  • Youths spend 8 times more on mobile than on music
  • Only 27% of youth said they "trusted" their mobile operator
[From Communications: Youth smoking falls with rising mobile phone ownership]

venerdì 9 maggio 2008

It's a long way to Tipperary....

Per attivare l'ecosistema dei servizi su IPhone come sulla nuova generazione di Laptop ultraportatili serve banda e banda flat... Negli USA l'approccio ibrido in ambito metropolitano è possibile (data la grande densità di hotspots). Sono curioso di comprendere la dinamica in Europa.

AT&T's on-again-off-again free WiFi for the iPhone has finally been made official. The busy iPhone-user-about-town will be able to access AT&T hotspots around the country – all 17,000 of 'em, including those in Starbucks (which hardly counts as free as you have to buy a cup of gravel stewed in water). [From Official: Free AT&T Wi-Fi For iPhone Users]

SI rileva ormai nel mercato come,sempre più, sia importante cominciare a definire architetture Wireless convergenti verso un concetto di Rete Unificata. La distinzione tra Rete Fissa e Rete Mobile è "tecnicamente" folle alla radice, una disottimizzazione architetturale che ha trovato terreno fertile nelle teorie della caccia al valore (con una scarsa attenzione alle dinamiche dei costi operativi e delle strutture di costo che devono sostenerli).

Forse è il momento di far tornare al lavoro il buon senso (che nulla a che vedere con il senso comune...). Ma è un cammino lungo e forse anche doloroso....

giovedì 8 maggio 2008

La rivincita del PC (e di Microsoft?)

Microsoft ha tentato di entrare alla grande nel mercato dei terminali mobili con Windows Mobile (avendo quote significative solo negli Smart Phones), ma forse con un po' di pazienza avrebbe risparmiato molta fatica. Deve aspettar che i PC definiscano il concept del dll'ultra portabilità (piccoli "Eee" o piatti "Apple Air"). Apparati che diventano i nuovi terminali di riferimento del business dei servizi in mobilità. Alla fine non ne restano che 2: Apple e Micosoft. Qualche speranza per Android e Linux? E Nokia rimarrà sul concept del cellulare o sbarcherà su sistemi a "due mani"?.

We're calling this right now: ASUS' Eee PC is the new MP3 player. But only in the context of giveaways. Anywho, just days after RBC announced that it would dish out free subnotes if prospective customers joined in, PowerUp Mobile is now offering a similar deal for UKers who sign up for T-Mobile's Web n Walk mobile broadband package. In short, folks comfortable with inking their name on a two-year contract at £35 per month will net a free USB modem and a Eee PC 2GB Surf. Better hurry -- the deal expires on June 15th. [From ASUS Eee PC given away with T-Mobile mobile broadband package - Engadget]

mercoledì 7 maggio 2008

Apprendimento come svantaggio evolutivo....

Qual'è il vantaggio evolutivo dell'apprendimento? Quanto è importante per la specie essere "intelligenti? Sono questioni interessantissime (mi veniva in mente "esteticamente irresistibili") che riassumo in poche righe per arrivare ad una considerazione parallela. Non sempre la velocità di apprendimento è un vantaggio competitivo per la specie (od il gruppo isolato sottoposto a selezione). Sembra che la velocità di apprendimento si paghi a livello genetico con una maggiore "fragilità della specie". Adattarsi alle circostanze paga ma espone anche a dei rischi, direi, di "stabilità".
Ma in contesto differente da quello biologico o delle scienze cognitive, valgono principi simili? Ad esempio, qual'è il prezzo che paga in termini di rischio un ecosistema di aziende strutturate unicamente per adattarsi al mercato, innovando rapidamente quando le risorse a disposizione diventano scarse?

http://www.nytimes.com/2008/05/06/science/06dumb.html?_r=1&8dpc&oref=slogin

Lots of Animals Learn, but Smarter Isn’t Better - New York Times via kwout

[From Lots of Animals Learn, but Smarter Isn’t Better - New York Times]

Eccomi di ritorno....

Ho trascurato per qualche giorno il mio Blog. Tra gli impegni professionali e quelli familiari (trasloco...) mi è rimasto veramente pochissimo tempo da dedicare alla Rete. Credo che una pausa di riflessione aiuti anche a ritrovare nuovo entusiasmo. Presto ci saranno alcuni cambiamenti che riguarderanno lo stesso blog. Ho deciso infatti di cambiare l'impostazione grafica ed impegnarmi ad una maggiore qualità dei post (eventualmente a scapito della frequenza) aprofittando del trasferimento di queste pagine su Wordpress in hosting su LunarPages (provider saggiamente suggeritomi da DElyMyth che ringrazio).
Naturalmente tutti i consigli che vorrete darmi per l'impostazione della nuova edizione del blog sono graditissimi.

Molto Importante:

consiglio i Lettori di questo blog che non l'avessero ancora fatto di cambiare i loro bookmark ed i feed da stagni.typad.com a blog.alessandrostagni.com, in tal modo, al momento del switch over, saranno automaticamente portati al nuovo sito.

Saluti

Alessandro

mercoledì 30 aprile 2008

Ti ricordi anni fa, quando c'erano gli SMS?

Prospettiva decisamente allarmante, visto che gli SMS costituiscono una fonte di revenues importante per gli operatori mobili e la quasi totalità di quelle dei cosiddetti Servizi a Valore Aggiunto. La tendenza alla "Webizzazione" dei servizi è in fase di forte accelerazione e non ni sembra che gli operatori mobili stiano esprimendo strategie consone. Inoltre gli SMS come la Voce sono tra i i pochissimi servizi cross-piattaforma (standardizzati tra diversi operatori). Gli altri VAS hanno una valenza locale e non sono altrettanto appetibili per l'utente finale.

http://www.fring.com/

Personalmente ho cominciato ad usare Fring che integra in un'unica applicazione i servizi di voce, IM e Presence di Skype, MSN, Google Talk (Jabber), Twitter, ICQ e Yahoo!. Certo, la deriva non sarà velocissima, ma coinvolgerà per primi i top users e gli adolescenti. L'impatto non sarà solo economico. Infatti i sistemi come Fring trasformano la dinamica del SMS in una più complessa dove diventa centrale la gestione della presence del positioning e del "wath are you doing" aumentando il livello di interazione e di coesione delle community.

Attualmente l'8 per cento di tutti gli utenti mobili del mondo usa i MIM. Il Paese dove ci sono più early adopter è Hong Kong, dove il 23 per cento degli utenti mobili utilizza i Mobile Instant Messaging al posto dei "vecchi" messaggini e delle mail. I dati provengono da una ricerca della società TNS Global Telecoms Insight (GTI), che ha intervistato 17 mila utenti di 30 nazioni differenti e che celebra questa nuova modalità comunicativa come una soluzione destinata ad avere sempre più successi, a discapito degli altri sistemi tradizionali. L'utenza MIM è infatti maggiormente differenziata e fidelizzata rispetto al popolo degli sms e delle mail. Secondo i dati dello studio, tra gli utenti dei Mobile Instant Messaging, il 61 per cento utilizza quotidianamente i MIM, il 55 per cento fa uso quotidiano degli sms e solo il 12 per cento utilizza tutti i giorni la posta virtuale per comunicare. [From L'Instant Messaging Mobile fagociterà gli sms]

[Via .questo non è un blog]

lunedì 28 aprile 2008

FON English Style

Anche gli Hot Spot WiFi dei clienti business di BT saranno apribili al pubblico su di un canale separato (Vedi FON). Ad esempio un azienda potrà fornire accesso ai suoi ospiti o un locale vendere voucer per consentire accesso ai sui clienti. BT allarga quindi la sua rete pubblica cooperativa...

UK businesses of all sizes can now turn their premises into wireless broadband (Wi-Fi) hotspots, expanding the range of services they offer to customers and visitors, and potentially creating a new revenue stream, thanks to the latest initiative from BT Business Total Broadband.

For the first time in the UK, businesses with BT Business Total Broadband can turn their BT Business Hub into a BT Openzone wireless hotspot at no cost. This will allow anyone visiting their premises, be it an office, shop, restaurant or depot, to log on to a separate secure internet channel to check e-mail, surf the web, use internet-enabled applications and make Voice over Internet Protocol (VoIP) calls.

Customer research highlights that more than a quarter (28 per cent) of small businesses believe offering visitors access to telephones and desks improves relationships and ultimately, business. Only seven per cent however, currently offer Wi-Fi. BT Business Hub owners will now be able to offer Wi-Fi access, and even opt to sell BT Openzone vouchers to allow their visitors to use the service.

Dimmi che libri leggi (o vorresti far credere di aver letto) e ti dirò chi sei

Sto traslocando. Questo è il motivo per il quale i miei post hanno rallentato la loro frequenza. Ieri ed oggi è toccato ai libri ed ai CD ad essere riposizionati nelle librerie. Ci sono state delle vittime, le prime. Le riviste rimarranno nelle scatole in cantina. Qualche annata di Wired e Scientific American. Mi sebrano cosi obslete, e non tanto vecchie da riapparire come modernariato di elite, come i dischi in vinile. I CD sono passati dal salotto all'ultima mensola della camera da letto, in una posizione inaccessibile (ne compro ormai pochi, e tutta la mia discoteca è digitalizzata. Pensavo sistemando gli scaffali come è diverso da quando ero bambino, dove il punto di riferimento erano le enciclopedie. Non ne ho a casa sono rimaste impolverate a casa dei miei, pur avendo 2 bambini (l'ultima ricerca scolastica della grande e partita da Google). Alla fine libri in salotto sono quelli che più mi rappresentano (o meglio quelli che rappresentano ciò che vorrei essere) assumono un significato di comunicazione verso l'ospite, mi identificano come persona. Questo è se vogliamo per ora il limite della digitalizzazione. Non permette di esteriorizzare il contenuto. Ma è solo una contingenza, magari tra un po' al posto dei quadri avremo degli schermi OLED che assolveranno al ruolo di mostrare la nostra esteriorità culturale (o presunta tale) ed intellettuale e sono sicuro che qualcuno troverà il modo di farne business (ed un paio di idee mi affiorano alla mente...).

martedì 22 aprile 2008

Un cellulare ed un laptop (un jeans e una maglietta)

Non c'è dubbio che il web e e reti mobili si incontrano sul Laptop... Non sembra per adesso che ci sia un concept che unifichi le due modalità di accesso alle reti wireless (da un lato il Laptop e dall'altro il cellulare).

As we’ve grown to expect, it was notebooks that did it, particularly consumer notebooks and declining prices. IDC VP Bob O’Donnell says the trend is moving from one laptop per household to one laptop per person. [From Virtualization - Dell Has Best PC Quarter in Two Years @ WEB 2.0 JOURNAL]

IMHO il futuro ci riserverà laptop sempre più portatili e leggeri, senza rinunciare ad una buona decina di pollici di schermo. Quello che conta è il peso (vedi Air).

lunedì 21 aprile 2008

La Wii e l'evidenza a posteriori

Nintendo è la prova che l'intelligenza paga. A risollevare le sorti della ca Giapponese non è stato l'esoterismo di una GPU (Graphical Pricessing Unit) di ultima generazione. Nintendo ha applicato con sistematicità e con coraggio le teorie più semplici del marketing strategico: vai là (segmento) dove nessun uomo è stato prima (sono forse gli altri non stati sufficentemente arditi). Ed è andata oltre (forse suo malgrado). Studiando il mercato dell'intrattenimento hanno rilevato che Sony e Microsoft trascuravano almeno un segmento individuale ed uno sociale. il primo è formato dal complemento dell'insieme dei gamer tradizionali (giovani maschi dall'età tra i 14 ed i 30 anni (con le dovute eccezioni) con grande dimestichezza nell'uso di sistemi con elevata dose tecnologica. Partendo da questo mercato Sony e Microsoft hanno puntato sulle comunità di gamer dandogli gli strumenti grafici da far impallidire la Pixar e la Dreamworks ed una piattaforma di comunicazione via rete. Singoli individui che giocavano in rete a migliaia di chilometri di distanza formando comunità di guerrieri fantasy o di un futuro remoto. Bello anzi bellisimo ma... ma Nintendo ha tirato fuori dal cappello la comunità base che tutti avevano trascurato: la famiglia. E con essa persone che non avevano idea di cosa fosse un videogioco. Per portare dentro il mercato le madri, gli zii ed i nonni, oltre ad una accurata comunicazione, ha inventato, riciclando le tecnologie mature ed utilizzate in altri contesti: telecamere infrarossi a basso costo ed accelerometri utilizzati per le macchine fotografiche (per correggere le vibrazioni della mano) collegamenti bluetooth. Così è nato l'oggetto più rivoluzionario del mondo del gaming: un telecomando. Un oggetto intuitivo che tutti intuitivamente puntano conto un televisore. Tutto questo insieme ad un re-styling della sua precedente e vecchia console dalle prestazioni mediocri (Gamecube) a dato luogo ad una grande lezione da apprendere, i cui risultati parlano da soli:

http://arstechnica.com/news.ars/post/20080418-gaming-appearing-recession-proof-as-wii-ds-dominate-sales.html

Gaming appearing recession proof as Wii, DS dominate sales via kwout

Il bello è che non è finita. La Wii si propone come una piattaforma familiare non solo di intrattenimento ma di interazione tra mondo digitale e persona (presa nella sua quotidianità). Sono curioso di vedere come gli altri grandi si incammineranno su questo terreno ancora vergine, nonostante i geni del marketing di Nintendo.

venerdì 18 aprile 2008

Internet come bisogno di base (We the people...)

Internet meno cara dell'acqua. Un ipotesi utopistica, demagogica o geniale?

A Silicon Valley Democrat in the U.S. Congress is proposing a new auction of unused radio spectrum, but with some ambitious strings attached: The winner would have to offer a free, wireless broadband network that reaches 95 percent of the American population within a decade. [From Politicos want free wireless broadband on unused airwaves | Tech news blog - CNET News.com]

Unified Telecom

Il meme della Rete Unica comincia a propagarsi, La definizione Unified Telecom estende il concetto infrastrutturale a tutti gli aspetti del mercato, includendo il rapporto con i clienti. Di questo e di altro si parlerà in occasione di una tavola rotonda (nell'ambto del WLAN Business Forum) dal titolo "Unified Telecom" alla quale parteciperò come relatore.
Vi riporto di seguito un estratto della locandina

WLAN Business Forum 2008


22 Aprile 2008 – ore 14.30
C/o Crowne Plaza Milan Linate
via K. Adenauer, 3 - San Donato Milanese





www.osservatoriobeltel. it

www.wlanforum.eu/it

L’ingresso al forum è gratuito,

obbligatoria la registrazione da fare o sul posto o tramite il sito (consigliata) di WLAN


UNIFIED TELECOM

I processi di convergenza tecnologica trasformati in posizioni di
mercato e in offerta di prodotti

con

Giancarlo Agresti - AdLittle

Alessandro Stagni - Italtel

e il coinvolgimento di tutti i partecipanti al WLAN Business Forum

modera Mario Citelli

martedì 15 aprile 2008

Full HD con il filo? No grazie

Passi in avanti per lo streaming di contenuti HD su connessioni wireless...

Il video HD non è mai stato così leggero News martedì 15 aprile 2008 Stampa Segnala via email Sharing Commenti (20) Las Vegas (USA) - Un sistema pensato per ridurre drasticamente la tipica occupazione di banda di un flusso video in alta definizione (HD) trasmesso in tempo reale. È quanto è stato annunciato da IBM e Broadcast International (BI) in occasione della conferenza National Association of Broadcasters, un evento durante il quale le due aziende hanno mostrato la capacità della propria tecnologia di codificare, con un bitrate inferiore ai 3 Mbit per secondo, un flusso video proveniente da una videocamera HD. Il sistema combina un software di codifica video sviluppato da BI, e chiamato CodecSys, con un server BladeCenter QS21 di IBM basato sui processori Cell. Le due aziende sostengono che, grazie a questa accoppiata, i fornitori di contenuti saranno in grado di trasmettere programmi live HD risparmiando circa l'80% della banda di rete: un tipico video HD compresso nel formato MPEG2, dice BI, genera infatti un flusso dati di quasi 20 Mbps. Questo risultato è stato ottenuto grazie alla capacità di CodecSys di impiegare il codec più adatto in base al tipo video o di scena, e di sfruttare a fondo l'architettura multicore di Cell. La tecnologia di IBM e BI non si preoccupa soltanto della compressione del video, ma anche della sua transcodifica real-time. In altre parole, la fonte video viene automaticamente convertita nel formato, nel bit rate e nella risoluzione richiesti dal dispositivo di destinazione: questo fa sì che i broadcaster possano trasmettere lo stesso contenuto ad una grande varietà di piattaforme e device, quali telefoni cellulari, UMPC e set-top box HDTV. [From PI: Il video HD non è mai stato così leggero]

C'era una volta il router

No, non è che i router spariscano, ma dato che ormai sono un mercato maturo perche non farne una piattaforma di sviluppo di applicazioni?

Cisco Systems Inc. (Nasdaq: CSCO - message board) is widening the scope of its Integrated Services Routers (ISRs) by opening the software to developers, creating the possibility of new branch-office applications that tap the network. The Application Extension Platform (AXP), announced today, delivers on Cisco's previous hints about opening up its software. More important, it continues Cisco's push to make routers the origination point for services, increasing the importance of networking to an enterprise's business. (See Cisco Pumps Branch Offices.) [From Light Reading - IP & Convergence - Cisco Opens the ISR - Telecom News Analysis]

sabato 12 aprile 2008

Le reti sono come cipolle: sono fatte a strati....

Il concept di "Unique Network" comincia a diffondersi. Una rete unica, vista come somma delle sue componenti "Wired e Wireless" e non come Integrazione di una "Fissa" ed un'altra "Mobile" attraverso servizi di FMC (Fixed mobile Convergence). La componente WIreless realizzerebbe l'ultimo velo di copertura di un vasto nucleo di rete in fibra. .

Interessantissimo articolo su Ars Technica:

Fiber triumphant
Despite all the hype about wireless technologies such as LTE and WiMAX, Rudolf van der Berg of the Netherlands' Ministry of Economic Affairs argues that none will be sufficient to provide widespread access to 50Mbps connections in the period between 2010 and 2020. Wired connections will continue to pummel their nerdier wireless siblings when it comes to sustained data transfer, which means that "wireless will be used to bridge the first meter, but not the first mile." [From Why fiber must power the superfast broadband future: Page 1]

mercoledì 9 aprile 2008

Oh, tell me the truth about Networks

"La-rete.net" pubblica un mio post sull'evoluzione a lungo termine e sugli scenari del mercato delle TLC dal titolo (after W. H. Auden) "Oh, tell me the truth about Network (nella sezione "Mercato")". Si tratta di una definizione di scenario volutamente svolta senza tener conto di vincoli contingenti, spero possa essere uno spunto di dibattito e di riflessione.

Il mercato delle TLC, sembra non volersi rassegnare all’evidenza. Nulla è come prima, né lo sarà più, anche se è molto diffusa una certa tendenza a non accettare l’evidenza. E, come spesso accade, le complesse dinamiche sociali ed economiche tendono a deformare il nuovo per tentare, invano, di riforgiarlo su schemi conosciuti. Sia chiaro, non è un problema di complotti.
La prima vittima di questo processo di trasformazione è stato il mondo dell’informatica, un ecosistema tecno-economico che aveva una breve tradizione ed era stabile da relativamente poco tempo circa dagli anni ‘70). A ruota è stato coinvolto quello delle telecomunicazioni che alle spalle aveva una più lunga e stabile storia. Non meraviglia quindi se, analizzando le strutture organizzative degli operatori moderni, le vestigia del mondo della telefonia siano ancora ben individuabili e tutt’altro che sepolte...
[From Oh, tell me the truth about Networks (la verità, vi prego, sulla Rete)]

domenica 6 aprile 2008

Ma chi vinse a Waterloo?

napoleon-addresses.jpg

Ho atteso qualche giorno prima di commentare lo scivolone di Luca Luciani di Telecom Italia su Napoleone, non volevo che la reazione emotiva, condizionata da anni di "militanza" nella Rete di Telecom Italia, potesse avere il sopravvento. Certe cose non sono banali gaffes, piuttosto archetipi di un'epoca, di una generazione. Ma chi si aspetta un commento sarcastico si sbaglia. Luciani ha ragione. Napoleone a Waterloo ha fatto il suo capolavoro (nell'ouverture del 1815, Tchaikovsky cita la Marsigliese a maggior gloria dell'esercito Francese). In 100 giorni Napoleone dall'esilio di sant'Elena ricostruisce un esercito motivato ed una nazione. E ha corso il rischio di vincere contro la settima coalizione. La metafora c'era tutta. Ha ragione Luciani quando, seppure con quell'insopportabile spocchia romanaccia (dalla quale sono spesso affetti tutti i nativi dalla capitale, me compreso) abboniva i depressi quadri o dirigenti Telecom dal pericolo della rinuncia. Durante la visione del clip, mentre si dipanava il discorso tra ardite metafore falliche, mi dicevo: volgare ma geniale, poetico, anticonformista, citare una sconfitta per motivare alla vittoria. Ci sta dicendo che ciò che conta è credere nelle proprie risorse, credere che in quelle persone che "sono" l'azienda e che ne definiscono la cultura ci sono le risorse per affrontare qualsiasi esercito con una concreta probabilità di vittoria. Il fatto che Napoleone avesse perso a Waterloo è pura contingenza, sfortuna, metereologia. Napoleone poteva vincere, e questo è ciò che conta, ciò che fa di un insieme di persone una squadra, un "team", un'azienda. Spero che, anche se perso in un discorso improvvisato e surreale, il messaggio alle persone di Telecom fosse questo: non vi arrendete, credete in voi stessi e nella solidarietà che unisce nei momenti difficili, la vittoria premia spesso gli audaci, ma mai chi non raccoglie la sfida... Forse un "We few, We happy few, We band of brothers" sarebbe stato più appropriato alle circostanze (ma quella è un altra battaglia... ed un altro re).

sabato 5 aprile 2008

Dopo le Femtocelle... le Attocelle: il futuro del Mobile

http://3ginthehome.wordpress.com/2008/04/01/attocells-set-to-become-the-next-big-thing-in-wireless/

Certo... è un pesce d'Aprile.... ma mica tanto. Se ogni cellulare facesse da ripetitore per quelli che cadono nella sua copertura si potrebbe creare una enorme rete mash senza operatore. Le tecnologie ci sono tutte (qualche tempo fa con un amico, che non cito, abbiamo molto approfondito il tema) ed è tutt'altro che irrealizzabile!

Take your mobile phone signal with you, wherever you go
By now just about everyone has caught onto the idea of femtocells - mini access points that create a family-sized 3G cell at home. But what happens when you leave your home and there’s still no mobile signal? Enter the “attocell” - a tiny phone attachment that creates a person-sized 3G cell that you can carry around with you.
Pioneering cellular infrastructure companies have secretly been working on attocell technology for months, and the first prototypes are ready for testing. One of these companies is ip.access, which has developed a 3G attocell attachment for the iPhone based on its award-winning Oyster 3G femtocell technology. As well as creating its own cellular signal, the attocell has the added advantage of making the iPhone 3G capable.
The potential of attocells is huge, according to ip.access CEO Stephen Mallinson. “Where I live, there’s no mobile phone signal for miles around, except for a tiny patch at the corner of my bed,” he says. “With the attocell, I am no longer tethered to the bed, and can use my mobile phone anywhere in the house, the garden, or the entire village.”
[From Attocells set to become the next big thing in wireless « 3G In The Home]

giovedì 3 aprile 2008

Nuove frontiere per il "Cultural Divide"

Tutto ciò che è familiare diventa semplice, ma sembra che nemmeno Google, nella sua essenzialità, sia poi un concetto semplice per chi non ne domina il paradigma (e non vale dire che "mio figlio lo sa usare a quattro anni", bisogna essere stati condizionati per disimparare l'ovvio):

If you thought it's easy to get to Google, think again. In our current round of usability research, only 76% of users who expressed a desire to run a Google search were successful. In other words, 1/4 of users who wanted to use Google couldn't do so. (Instead, they either completely failed to get to any search engine or ended up running their query on a different search engine — usually whatever type-in field happened to be at hand.)

He concludes:

I doubt that any Web designer would be incapable of running a Google search. So, the fact that 1/4 of users can't do it is a striking demonstration that you can't rely on your own experience if you want to reach a broader audience.

[From One-Fourth of All Internet Users Cannot Perform a Simple Google Search]

La morale da trarre credo sia che, per raggiungere target vasti, si debba sempre mettere in dubbio l'efficacia degli strumenti utilizzati per arrivarci,

Vi consiglio, inoltre, di dare un occhiata al post di DElyMiyh dal quale sono arrivato all'articolo citato.

Cerca nel Blog

  • Google

    WWW
    Questo Weblog

Feeds

AddThis Feed Button

Variables

Slow Blogging

maggio 2008

dom lun mar mer gio ven sab
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Badges